Appennino Tosco-Emiliano, alla scoperta della Pietra di Bismantova

Diamante incastonato nel cuore dell’Appennino reggiano, la Pietra di Bismantova è la roccia dalla forma di nave, che domina il paesaggio di Castelnuovo ne’Monti con i suoi 1047 metri, è la montagna rocciosa arenacea, custode di storie millenarie e testimone di civiltà. Simbolo identificativo del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, istituito già nel 2001, è protagonista di flash e scatti di turisti ed amanti della natura che, nella visita del massiccio roccioso, trovano pace e tranquillità.

La Pietra di Bismantova è stata cantata anche da Dante nella Divina Commedia, nel IV canto del Purgatorio, in cui si legge “Vassi in San Leo, discendesi in Noli / montasi su Bismantova in cacume / con esso i piè, ma qui convien ch’om voli”.

La rupe si erge solitaria all’interno del parco: alta 300 metri dalla base dell’altopiano che la ospita, si estende per circa un chilometro in lunghezza ed in larghezza per circa 240 metri.

Questa meraviglia, meta ambita da poeti e viaggiatori, è simbolo di straordinaria bellezza naturale, prodotto dall’erosione residuale.

Con 15 milioni di anni di storia alle spalle, la Pietra di Bismantova affonda le sue “pendici” nel periodo del Miocene, quando nasceva dal mare.

Testimonianza di ciò, sono i ritrovamenti di vari fossili marini sulla rupe che, con il passare del tempo ed anche a seguito di una fase in cui si è registrato il clima tropicale, si è verificata l’erosione che ha determinato il distaccamento dei grandi ed alti blocchi che si trovano lungo le pareti verticali della Pietra di Bismantova.

foto: CAI

La vegetazione della Pietra di Bismantova

La vegetazione si compone di numerosissime varietà che si caratterizzano a zone e le rendono queste aree differenti tra loro.

La Pietra di Bismantova, infatti, ripropone diversi ambienti che vanno dai caratteristici boschi di roverella alla presenza di fitti arbusti biancospino e ginepro, sulla Pietra di Bismantova trovano ospitalità anche tigli, noccioli e aceri. Le aree a prevalenza detritica, invece, si caratterizzano per la presenza di timo serpillo, conilla minima, elicriso italico ed altre specie.

È proprio la caratteristica e variegata vegetazione della Pietra di Bismantova a rendere questo luogo così suggestivo, tanto da emozionare. E proprio di queste emozioni vivono coloro che, ogni giorno, la ammirano non solo perché bella da vedere ma anche perché rappresentativa di un senso di appartenenza e di una forte e sentita identità collettiva.

Pietra di Bismantova, storia millenaria di civiltà

Etruschi, romani, bizantini e tante altre furono le popolazioni che trovarono la propria dimora sulla Pietra di Bismantova, luogo conteso tra famiglie che ne rivendicavano il possesso.

La storia della Pietra di Bismantova ci consegna anche il santuario della Diocesi di Reggio e Guastalla, edificato nel 1400 circa che attira l’attenzione di numerosi visitatori.

La cosa veramente bella di questa rupe rocciosa è che si può arrivare in cima senza grande fatica: una passeggiata in salita, tra i sentieri e le Ferrata della Pietra di Bismantova vi permetterà in soli 30 minuti di accedere ad un vero e proprio spettacolo offerto dalla natura.

E allora, zaino in spalla e si parte: la Pietra di Bismantova vi aspetta!

Redazione primapagina.mo.it

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