Come comunicano gli animali: che linguaggio utilizzano

Molti erroneamente pensano che gli animali tra di loro non comunicano, ma che il semplice ruggito di un leone o il miagolio dei gatti siano soltanto dei suoni a sé stanti, in realtà anche gli animali comunicano tra di loro.  

È chiaro, noi essere umani non li comprendiamo, perché si tratta di un linguaggio in codice oppure tali suoni non li percepiamo perché non sono udibili al nostro apparato uditivo, ma alcuni studi eseguiti qualche tempo fa hanno appurato che ogni specie di animale possiede un proprio codice di comunicazione, anzi alcuni di loro, per poter affrontare una conversazione, hanno le stesse regole degli esseri umani. 

Il linguaggio delle scimmie: uno studio sul loro linguaggio 

Dovendo iniziare ad analizzare il linguaggio di un animale, partiamo da quello che è il più simile a noi ovvero la scimmia. 

Uno studio americano ha infatti appurato che quando due scimmie conversano, rispettano anche loro gli intervalli di tempo che in questo caso equivalgono a 200 millisecondi, ovvero il tempo per noi, di pronunciare una sillaba. 

Se questi 200 millisecondi aumentano, ovvero la scimmia impiega più tempo nel rispondere quando l’altra finisce la frase, significa che la conversazione non è poi così importante, oppure la risposta, nel caso in cui sia stato posto un quesito, sarà di certo negativa. 

Comunicazione tra gli elefanti: come avviene 

Per quanto riguarda invece, la comunicazione tra gli elefanti, è stato appurato che essi parlano a mezze frequenze e per l’essere umano tali suoni non vengono assolutamente percepiti 

Secondo il professore del Centro Interdisciplinare di bioacustica dell’università di PaviaGianni Pavan, due pachidermi anche se si trovano a chilometri di distanza l’uno dall’altro possono ugualmente comunicare e ricevere informazioni. 

Stessa cosa dicasi per alcuni animali marini che non potendosi vedere utilizzano i suoni per poter comunicare.  

Ad esempio, le megattere, soprattutto i maschi, hanno la capacità di emettere suoni ripetitivi in varie frequenze, che sono simili ad un canto.  

L’orecchio umano, anche in questo caso, non è in grado di percepirli. 

Quando il maschio produce tali suoni significa che è innamorato e dunque, desidera attirare le femmine, le quali riescono a percepirli anche a chilometri di distanza. 

Secondo gli studiosi, intonano tutti lo stesso canto a prescindere da dove si trovano. 

Curiosità sui grilli 

Tuttavia, ci sono animali che emettono tonalità molto più profonde, come i grilli 

Questi insetti per scaldarsi necessitano della luce del sole, e in base alla temperatura esterna emettono suoni a frequenze, e cambiano altresì il tono della loro canzone. 

Quando la temperatura sale, i grilli sono molto più energici e di conseguenza emettono una frequenza molto più alta. 

Inquinamento acustico, un grave problema per l’ambiente 

Molti studiosi sono preoccupati dell’inquinamento acustico che non è un problema che riguarda solamente l’essere umano ma anche la vita degli animali.  

L’uomo purtroppo, è responsabile di diverse tipologie di inquinamento, naturalmente non tutte vengono viste allo stesso modo, ma quello appena menzionato può portare diverse problematiche soprattutto agli animali marini i quali dialogano proprio mediante i segnali acustici. 

È stato anche rilevato che, le zone troppo rumorose come le autostrade, costringono diversi animali a fuggire oppure ad alzare il tono della voce per i richiami. 

Se non vengono messi in atto i giusti accorgimenti, con il trascorrere del tempo si rischia di creare dei seri danni alla biodiversità. 

Piccole curiosità sui versi degli animali 

I versi degli animali più comuni, come quello del cane, del leone, del gatto li conosciamo tutti quanti o perlomeno dovrebbe essere la regola, ma ci sono nomi di versi di alcuni animali che sono alquanto strani bizzarri. 

Ecco quelli più strani: 

  • la volpe-guaiola; 
  • l’orso-ruglia; 
  • il gufo-bubola; 
  • il coniglio-ziga; 
  • il cervo-bramisce; 
  • la cicala-frinisce; 
  • il maiale-grufola; 
  • il tacchino-gloglotta. 

 

Redazione primapagina.mo.it

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